Oggi sono qui a parlarvi del nuovo libro di Roberto Carraro: “La stessa indagine” edito PAV Edizioni.
Questa volta mi sono spinta fuori dalla mia comfort zone e ho affrontato un giallo e posso dire che è stata una piacevole scoperta.
Roberto ha avuto un’idea molto originale: raccontarci la stessa indagine, ma ambientata in due epoche diverse, ovvero anni ottanta e nei primi venti. È stato bello fare un tuffo nel passato dove abbiamo ancora cabine telefoniche, i fazzoletti di stoffa, le pagine gialle, stradali, le lire, giornali cartacei, passaparola, etc.
Mi è piaciuto come intere scene sono state riscritte in egual maniera apportando solo l’aggiunta di dettagli moderni. Fa immergere ancora di più il lettore in questa divisione d’epoca, rendendo il racconto ancora più immersivo e reale.
Mi ha anche colpito come si vuole marcare il fatto che diverse tecnologie e metodi possano – o meno- influenzare le strade prese durante le indagini (non dirò altro per non far spoilers).
Roberto ci fa immergere a pieno e in maniera molto dettagliata nel dietro le quinte del mondo poliziesco. Ci mostra la divisione in distretti della polizia: il magistrato, la scientifica, le intercettazioni, a chi spettano le decisioni, tutti i fascicoli da compilare e il passaparola tra i vari uffici, l’appoggio psicologico alla famiglia, la gestione del rapporto con la stampa, etc. Ma anche nell’ambiente giornalistico con la sua corsa agli scoop e la sua gerarchia interna. Due mondi diversi, ma dove il tempo è sempre fondamentale!
La scrittura di Roberto è molto dettagliata e immersiva, ma soprattutto molto scorrevole. L’intero romanzo supera le 500 pagine, ma me lo sono divorata in quattro giornate di lettura per quanto coinvolgente è stato. I capitoli sono brevi – un plus per me – e, nonostante sia narrato in terza persona, ogni capitolo segue un personaggio diverso delle vicende. Devo dire che questa scelta l’ho trovata molto dinamica e ha creato la giusta suspense che mi ha incollata alle pagine.
Nota d’onore va al lavoro certosino fatto all’intero testo perché ho trovato praticamente zero refusi o incongruenze nella storia. Quindi complimenti! 🙂

Come sempre vi lascio la quarta di copertina:
Luisa sta sorridendo a Luca, seduta al Bar della Senna, un locale pieno di giovani che durante le sere d’estate vanno in cerca di fresco sull’argine del fiume.
Luca non è il fidanzato, ma l’amico storico.
Il fidanzato, Tommaso, guarda la scena da lontano, seduto su una Vespa rossa.
Nella stessa nottata, Luisa viene trovata morta a casa.
Chi sarà stato a ucciderla?
Immaginiamo che il fatto si svolga “circa Ottanta” cioè un po’ prima degli anni Ottanta del secolo scorso, con la magistratura, la polizia, la stampa, il tessuto sociale del tempo.
Supponiamo poi che lo stesso delitto avvenga in questi anni, nei “primi Venti”, con la magistratura, la polizia, la stampa, il tessuto sociale dei giorni nostri.
Come diventerebbero le indagini nei due casi?
Sarebbero uguali?
Sarebbero “la stessa indagine”?
Tecniche e metodi diversi, uomini con vizi diversi, diverse sensibilità, diversi modi di vita.
Le differenze influiranno sulle indagini? In meglio? In peggio?
