“Guardarsi reciprocamente è cedere le chiavi di un ingresso privato per il proprio io interiore.”
A quasi un anno dalla lettura di questo spettacolare libro, sono qui finalmente a parlarvene: Detriti di Giuliana Leone.
Evie è una ragazza curiosa e intraprendente; che cerca di essere perfetta per la società in cui vive, dove perfino proibito guardarsi negli occhi, ma che si rende conto che dentro di lei c’è sempre stato il desiderio di comprendere, esplorare e sentirsi libera.
“Allora guardarsi significa questo. È qualcosa di intimo, è qualcosa di strano.”
Sam ha devolto la sua intera vita alla ribellione: facendo spola tra la città e il ghetto e facendo conoscere la verità a più persone possibili. È determinato, forte, ma dolce e protettivo nei confronti dei suoi compagni.
Dopo aver incontrato Sam e aver avuto un assaggio di ciò che c’è fuori dalla città, Evie dovrà fare una scelta: essere una brava cittadina oppure lottare per la libertà. Da che parte si schiererà la nostra protagonista?
Ho davvero intenzione di farlo, di rischiare tutto per la verità?
Ci ho messo veramente tanto tempo per recensire questo romanzo, perché è una di quelle storie che vuoi tenere dentro di te per sempre. Tratta argomenti importanti – attuali se vogliamo dirla tutta – e avevo bisogno di un po’ per lasciarlo andare e per metabolizzare la sua bellezza.
“Sono io a non essere giusta per questo mondo o è il mondo a non essere giusto?”
Dalla scrittura scorrevole ed emozionante, questo libro entra nella testa e nel cuore del lettore. Mi sono immersa nelle vicende e ho sperato assieme a tutti i personaggi di questa storia. Perché diciamocelo, qua non si parla solo di Evie e Sam, ma anche di Kevin, Yara, Joseph, e tutti gli altri protagonisti, perché in questa storia, ogni singola persona è importante.
“Però a un certo punto ho deciso che a definirmi doveva essere ciò che c’è, non qualcosa che manca.”
Non mi sento di dire altro, perché è un libro che va letto e vissuto e non voglio rovinarvi la magia di leggerlo tutto d’un fiato o lentamente gustandovi ogni singola parola. Ve lo consiglio con tutto il mio cuore.

Come sempre vi lascio la quarta di copertina:
“Il controllo di noi stessi è ciò che ci rende dei bravi cittadini ed essere una brava cittadina è ciò che desidero di più.”
I Regolatori inibiscono le pulsioni e questo garantisce l’Ordine. Non assumerli è un reato. A Opima, molte cose lo sono. Anche guardarsi negli occhi. Ogni tanto, però, Evie si è concessa di trasgredire la regola. È per questo che si sente sbagliata, per tutte le volte in cui si è trovata costretta a farsi del male pur di nascondere la parte peggiore di sé.
Respira lenta, cammina piano, non oltrepassare la linea del collo con lo sguardo, cambia strada se si avvicina un uomo, notifica ogni spostamento. L’Ordine esige il controllo; eppure, un messaggio non autorizzato riesce a introdursi nelle case dei cittadini: c’è qualcosa oltre Opima, un luogo in cui le persone sono libere di scegliere, un luogo adesso in pericolo. Evie deve controllare le sue emozioni; a breve le verrà comunicato il suo punteggio e poi sarà assegnata alla sua Compagna, per formare un nuovo Nucleo. Ma il tarlo della curiosità è troppo insistente: cosa c’è lì fuori? Da dove arriva quel messaggio? Per quanto ci provi, non riesce a non notare alcuni comportamenti anomali dei cittadini: simboli, segnali, sguardi.
La guerra per la libertà non tollera l’indecisione, ma Evie è costretta a domandarsi se tutto ciò che ha conosciuto fino a quel giorno sia l’unica strada percorribile. Essere una brava cittadina può valere l’annientamento della propria umanità? O c’è qualcosa di più importante?
