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Gli omicidi dei tarocchi – Barbara Baraldi

“Il futuro non esiste. Se ci pensi bene, siamo bloccati in un costante presente.”

Maya ha una vita abbastanza tranquilla, monotona alcuni direbbero: divorziata, non esce quasi mai, fa sempre le stesse cose, vive con due gatti e cerca disperatamente un lavoro.
Un giorno però una “chiacchierata” con la sorella la porta al centro di una serie di omicidi, dove l’unico filo conduttore sono i tarocchi da lei disegnati, tarocchi che però lei stessa ha bruciato anni prima.
Maya ha qualcosa a che fare con gli omicidi? O è solo un’innocente spettatrice? 

“Il tempo può guarire le ferite, ma non può cancellare le cicatrici.”

Ho letto questo libro con il gruppo di lettura #daudueamillestorie e ne sono veramente grata perché mi hanno fatto uscire dalla mia comfort zone. Mai avrei creduto di essere in grado di leggere un romanzo di questo genere dopo la mia avventura con “dieci piccoli indiani”.

“Non c’è ombra senza luce, non c’è realizzazione senza la liberazione da ciò che ci trattiene.”

Partiamo dalla scrittura della Baraldi: semplice e scorrevole, coinvolgente e dettagliata. Sono anche rimasta molto colpita dalla sua capacità di lasciare il lettore – o me per lo meno – a bocca aperta per il finale. Mai avrei sospettato della persona che poi si è rivelata essere l’assassino. Complimenti. 

Ho anche apprezzato la spiegazione sul motivo degli omicidi, il fine non giustifica i mezzi, ma ho sentito la frustrazione e la tristezza dietro alle parole dell’assassino. É stato amaramente toccante! 🖤 

“Penso che il miglior modo per celebrarla sia andare avanti, lasciare una traccia, dato che l’esistenza può essere così… provvisoria.”

L’unica cosa che mi sarebbe piaciuta è un confronto finale tra le due sorelle, ma è solo una mio opinione, considerando che è la mia prima lettura di genere.

Che dire? Se ve lo siete persi, andatelo a recuperare perché merita. É una lettura veloce e coinvolgente.

“Picasso diceva che tutti i bambini sono artisti, la cosa difficile è rimanerlo da grandi.”

Come sempre vi lascio la quarta di copertina:
“Trieste è una città abituata al silenzio, ma questa volta tace per paura. Un killer senza volto ha commesso due delitti: le vittime non sembrano avere nulla in comune, se non che sulle scene vengono trovate due carte dei tarocchi, la Temperanza e la Ruota della Fortuna. Appena la commissaria Emma Bellini le vede, il gelo la attraversa. Quelle carte fanno parte di un mazzo realizzato a mano da sua sorella Maia, artista e appassionata di esoterismo, con cui non parla da anni. Emma ora non può evitare il confronto. Deve ritrovare Maia, interrogarla, capire cosa leghi il mazzo agli omicidi. Maia, però, è atterrita: rivela di aver distrutto tutte le carte da tempo, dopo un evento drammatico che ha stravolto la sua vita e l’ha portata a rinnegare per sempre la divinazione.
Un trauma che le ha lasciato una parola incisa nella memoria, come un’eco lontana o un marchio a fuoco. Safir. Quando un terzo cadavere viene ritrovato, con un’altra carta accanto, l’indagine diventa una corsa contro il tempo. Mentre Emma segue i fili logici di un enigma che sembra sfuggire a ogni razionalità, Maia rimette mano ai tarocchi per cercare di far pace con il passato. E, forse, per ritrovare sua sorella.”

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