“La mente è come una enorme valigia che andrebbe svuotata ogni tanto dai pensieri inutili.”
Erika è attraente, giovane, milionaria. All’apparenza ha una vita perfetta: un senatore per fidanzato, un appartamento stupendo che affaccia su Central Park, un’azienda completamente nelle sue mani, ma come Sarah ci ricorda fin dall’inizio “Il denaro può rendere la vita più facile, ma non più felice”.
Erika infatti si sente intrappolata in una relazione senza futuro, ricoperta di riunioni che la tengono sempre impegnata e, cosa principale, si sente estremamente sola.
La sua vita scorre veloce nella frenetica New York, fino a quando un antico mobile di sua nonna le farà incontrare Tom, il miglior ebanista della città.
Tom, da parte sua, sta combattendo una lotta interiore fatta di sensi di colpa e rimpianti. Ma Erika, con il suo bisogno di libertà e spensieratezza, stravolgerà la sua vita, nel bene e nel male.
“Aveva letto una volta che le tempeste dell’anima sono peggiori di quelle di sabbia.”
Erika e Tom sono l’emblema della rinascita, delle seconde opportunità. Entrambi pensavano che la loro vita fosse destinata a scorrere lineare e monotona, ma un po’ di speranza ha fatto sì che quella linea dritta si trasformasse in un elettrocardiogramma pieno di vitalità.
Con una scrittura scorrevole, l’autrice ci accompagna in queste pagine ricche di amore e scoperta. E ci ricorda che ascoltare il proprio cuore è sempre la scelta migliore.
“I suoi occhi sembravano due proiettili pronti a trafiggere. E in quel momento Erika sperò di non avere un bersaglio sul cuore, perché non sarebbe stato facile schivare il colpo.”
Prima di concludere, come sempre, ringrazio Sarah per aver riposto in me la sua fiducia e le faccio un grandissimo in bocca al lupo.
Che dire? Sarah colpisce ancora con il suo stile unico di raccontarci l’amore nelle sue varie sfaccettature e non posso non consigliarvi la lettura di questo romanzo, se avete bisogno di un momento di pausa.
“Sono le catene più belle quelle dell’amore. Sono invisibili, ma non per questo meno forti. Amare vuol dire essere uniti ed esserci per l’altro, come la persona e il suo riflesso in uno specchio. Non si possono separare.”

Come sempre vi lascio la quarta di copertina:
“Erika è l’erede della fortuna di famiglia e guida dal quartier generale di New York la compagnia fondata dal nonno. Per tutti è una donna fredda e cinica.
Tom è un falegname con un talento per gli intagli artistici. Il suo laboratorio è il luogo dove si chiude per lavorare, ma anche per dimenticare ciò che di amaro la vita gli ha dato da buttare giù.
Tra i due sarà antipatia al primo sguardo.
Erika impiega pochi istanti a comprendere di avere a che fare con un megalomane che si sente una star con lo scalpello.
Tom ha l’impressione di avere a che fare con una stronza snob pronta a giudicarlo per il suo lavoro manuale, i vestiti impolverati e le scarpe sporche.
Ma si sa che… come spesso capita… chi disprezza…”
“C’è sempre qualcuno e qualcosa là fuori che vale la nostra attenzione. Non chiudere l’uscio.”
