“A volte… le nostre paure hanno motivazioni che neppure noi riusciamo a spiegare. A volte c’è qualcosa che sentiamo nel profondo, qualcosa che sappiamo essere vero, ma che sembrerebbe incredibile a chiunque altro.”
Anthony Bridgerton è un uomo cresciuto troppo velocemente. Dopo la prematura morte del padre, prende le redini della famiglia chiudendosi così a riccio, eliminando l’amore e diventando un ragazzo deciso, calcolatore e risoluto. Dopo anni da libertino, decide finalmente di prendere moglie, ma questa dovrà essere all’altezza del ruolo di viscontessa e soprattutto non dovrà innamorarsi.
Kate Sharma è anch’essa cresciuta troppo velocemente. Presa sotto l’ala protettiva della matrigna, viene allevata come una figlia da quest’ultima. Farebbe di tutto per la sua famiglia, anche non trovare mai marito, pur di non rovinare la felicità della sua adorata sorellastra.
Due anime spezzate, due cuori che si completano, ma due personalità testarde che non vogliono arrendersi all’evidente scintilla che scoppia tra di loro.
Potrà però un’attrazione così forte rimanere celata per sempre? Lo scandalo sarà dietro all’angolo?
“Ma quando la guardava non poteva fare a meno di pensare all’alba nascente che tingeva il cielo con la sua delicata tavolozza di colori rosa e pesca.”
Come ben sapete, “Il visconte che mi amava”, è il secondo volume della saga Bridgerton e quindi questa recensione non sarà lunghissima in quanto il mio giudizio non è molto cambiato dal primo volume, nonostante io abbia preferito questo romanzo al precedente.
Continuo con la mia opinione e avrei preferito ci fossero più colpi di scena e che la voce di Lady Whisteldown fosse più presente, pronta a diffondere scandali a tutta l’alta società londinese. Nel complesso non mi è dispiaciuto e l’ho trovato più dinamico de “il duca e io”.
Nonostante questo mio pensiero, non mi fermerò a questi due volumi, ma continuerò la lettura per tutti i fratelli Bridgerton, perché ormai mi sono affezionata a questa famiglia e voglio scoprire di più per gustarmi meglio anche la serie tv.
Niente da dire sullo stile della Quinn, la sua penna infatti è semplice, scorrevole, ma allo stesso tempo coinvolgente e dettagliata. La sua scrittura fa immergere completamente il lettore nell’epoca e questo è un grandissimo punto a favore dei suoi romanzi.
Questa volta concludo con la domanda scottante: preferite i libri o la serie tv?
P.s. Avete visto le nuove copertine? Sono stupende e non vedo l’ora di averle nella mia libreria.
“Era colpa di quella scintilla, di quella maledetta scintilla che non si spegneva mai fra di loro, della sensazione che, qualora se lo fosse concesso, l’avrebbe amata: proprio la cosa di cui aveva più paura. Forse l’unica di cui aveva paura.”

Vi lascio come sempre la quarta di copertina per più info:
La Stagione del 1814 sembra essere promettente e ricca di nuovi fidanzamenti. Certo, non per Anthony Bridgerton, erede di un antico viscontado, probabilmente lo scapolo più ambito di Londra, che non ha mai dimostrato alcun interesse per le faccende matrimoniali. E in realtà, perché mai dovrebbe? È il prototipo del libertino, un mascalzone allergico alle etichette dell’alta società e decisamente pericoloso per donne e fanciulle.
Questo, quanto meno, è ciò che tutti pensano. In realtà Anthony non solo ha in animo di sposarsi, ma ha anche già scelto la futura moglie, Edwina Sheffield, una debuttante subito soprannominata “lo Splendore”.
Peccato che la dolce Edwina si rifiuti di accettare proposte senza l’approvazione della sorella maggiore Kate, una donna sicura di sé, o meglio una “zitella ficcanaso” che non ha la minima intenzione di affidare l’angelica sorellina nelle grinfie di un uomo del genere.
Se vuole Edwina, Anthony deve prima riuscire a conquistare la fiducia di Kate.
L’impresa rivelerà risvolti inaspettati, e indubbiamente piacevoli.
